13 febbraio 2010

Il re dei minchioni

Da qualche parte, opportunamente nascosto, deve esserci, nel palazzone di viale Trastevere a Roma, sede del ministero dell’istruzzzione, chiuso nelle segrete e tenuto alla larga dal mondo reale, un minchione così minchione da meritarsi il titolo di re dei minchioni.

Dev’essere stato lui, non si spiega in altro modo, l’autore di questa perla:

«È previsto l’insegnamento, in lingua straniera, di una disciplina non linguistica (CLIL) compresa nell’area delle attività e degli insegnamenti obbligatori per tutti gli studenti o nell’area degli insegnamenti attivabili dalle istituzioni scolastiche nei limiti del contingente di organico ad esse annualmente assegnato».

Tradotto in Italiano suonerebbe più o meno così. L’ultimo anno della scuola superiore, a ragazzi che dovrebbero impegnarsi a studiare per gli esami, qualcuno insegnerà il greco parlando in inglese. Oppure la matematica, parlando di trigonometria in inglese. Oppure la filosofia, traducendo le parole dei filosofi tedeschi o italiani in inglese. Magari si potrebbe leggere la Divina Commedia in una traduzione nella lingua albionica…

Chi lo farà? Naturalmente, non potendo assumere personale ad hoc, si dovrà costringere qualche insegnante disperato a rabberciare un po’ di inglese per tentare di mettere in atto questa follia, anzi, questa minchioneria.

So da molto tempo, come lo sanno tutti gli insegnanti italiani, che l’intelligenza non abita nelle zucche vuote di coloro che pensano queste geniali riforme della scuola italiana ma, in questo caso, vorrei conoscerlo il geniale minchione che ha partorito questa geniale minchioneria che splende altissima nel cielo empireo delle minchionerie italiane.

3 commenti:

  1. caro professù sempre a cercare scuse per restare fossilizzati.
    è un suggerimento per aprire la mente a nuovi orizzonti. impara l'inglese ed il tedesco, poltrone, e insegna la filosofia nella lingua che le fu madre.

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  2. E be', per non parlare dell'uso delle lavagne multimediali, del mandare via sms le risposte ai quiz della maturità, della riduzione delle ore di tutte le materie tranne quelle fondamentali, ovvero IRC ed educazione fisica, notoriamente le più impegnative.
    'Sti minchioni hanno cambiato un'altra volta la scuola senza pensare a cmabiare il "tempo scuola", ovvero non la forma della scuola ma la sostanza, come la si fa. Strano che pagliacci così attenti alla sostanza e non alla forma non se ne siano resi conto. Probabilmente sono io che sono troppo ingenuo.
    Lo scetticismo andrebbe insegnato in alternativa alla IRC. Nel giro di due generazioni magari saremmo meno pallone dipendenti e magari un popolo degno di questo nome.

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