29 maggio 2010

Mafiolandia

La denuncia del procuratore Grasso, più che una denuncia una constatazione, sembra non aver procurato l'effetto che sarebbe stato lecito attendersi in una democrazia appena appena decente. Falcone Borsellino e gli uomini delle scorte sarebbero morti per favorire la conquista del potere da parte di Forza Italia, una con2quista del potere destinata a mantenere gli equilibri mafiosi e gli equilibri politici messi in discussione dalla stagione di rinnovamento rappresentata da "mani pulite" e dagli altri movimenti di quei primi anni '90.
Ci sarà, prima o poi, uno storico, se non un giudice, che racconterà queste vicende e che ci spiegherà se veramente, come sembra emergere da simili dichiarazioni, l'Italia degli ultimi 20 anni è stata trascinata con la violenza fuori dal binario costituzionale per diventare una repubblica mafiosa, governata da rappresentanti della mafia. Io sono convinto già da tempo che la democrazia italiana sia una finzione dietro cui si nascondono poteri inconfessabili. Sono altrettanto convinto che gli attuali assetti di potere siano funzionali a questa repubblica nata nelle campagne di Corleone. Tuttavia tali convinzioni non erano mai state supportate con tale forza quale quella proveniente dalle parole del procuratore Grasso.
Se questo quadro fosse attendibile si dovrebbe riscrivere l'intera storia di questi ultimi venti anni.
Falso sarebbe stato qualsiasi impegno antimafia dei governi, impegno che si sarebbe limitato a un servizio di "pensionamento" nelle patrie galere degli esponenti perdenti della mafia (tanto che alcuni latitanti continuano a latitare serenamente e sono pronto a scommettere che saranno arrestati solo quando si sarà affermato un nuovo equilibrio).
Falsa sarebbe stata qualsiasi  alternanza democratica tra diversi partiti politici, in quanto la dialettica maggioranze/opposizioni sarebbe rientrata dentro il quadro di una "democrazia" mafiosa nella quale gli equilibri sarebbero stati determinati a priori da entità sovrapolitiche. Le stesse elezioni sarebbero state, in questi anni, null'altro che una patetica finzione essendo già decisi a priori gli equilibri che ne dovevano scaturire.
Valga lo stesso per gli episodi deteminanti di questi anni: la violenza brutale e omicida dello stato a Genova; la partecipazione italiana alle guerre imperialiste; la palude di un parlamento incapace di decidere alcunché; il dominio assoluto di classi economiche che hanno conquistato in questi anni tutta l'economia del paese; la mummificazione di un leader che rimane inamovibile a garantire con la sua corporeità in disfacimento l'immobilità degli equilibri di potere; la gestione criminale dei mezzi di comunicazione che ha privato di qualsivoglia volontà e intelligenza la gran parte degli italiani; la sistematica e violenta campagna di destrutturazione della scuola e dell'università; il vergognoso spostamento di ricchezza dal sud verso il nord, dalle classi lavoratrici alle classi parassitarie della finanza; la distruzione di tutto ciò che appartiene alla sfera pubblica a favore della selvaggia privatizzazione degli spazi sociali; la lotta sistematica a tutto ciò che c'era di intelligente e di colto in questo paese: tutto ciò sarebbe non figlio del caso o frutto di una classe dirigente pessima ma sarebbe figlio di una puntualissima pianificazione, finalizzata a svuotare gli elementi di partecipazioni e di socialità di questo paese per sostituirli con l'affermazione del potere della mafia e la penetrazione della mentalità mafiosa a ogni livello.
 Ma se tutto ciò fosse vero, se si dovessero riscrivere così in profondità le nozioni che diamo per scontate, se l'intera vita pubblica italiana degli ultimi vent'anni dovesse essere posta sotto il segno della mafia e dei suoi rappresentanti, cosa rimarrebbe della repubblica, della costituzione, del rapporto di fiducia tra stato e cittadino? Questa è l'unica risposta facile a darsi: non rimarrebbe nulla. Ecco perché è impossibile che ci dicano la verità, ecco perché noi la verità storica non la sapremo mai, nemmeno dopo che gli attuali protagonisti di questa stagione politica saranno messi da parte. Ecco perché questa notizia, che altrove avrebbe scatenato una tempesta perfetta sta scivolando celermente nell'oblio.

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