31 gennaio 2011

Articolo 41?

Che cos'è quest'improvviso desiderio di riformare l'articolo 41 della Costituzione? Cos'ha di tanto perverso questo articolo da doversi attirare l'ira del nostro premier al punto da distogliere la sua attenzione dalle vitali questione di stato che ordinariamente lo tengono occupato?
L'articolo 41 dice:

«L'iniziativa economica privata è libera.
Non può svolgersi in contrasto con l'utilità sociale o in modo da recare danno alla sicurezza, alla libertà, alla dignità umana.
La legge determina i programmi e i controlli opportuni perché l'attività economica pubblica e privata possa essere indirizzata e coordinata a fini sociali».

Non sono un giurista ma, per fortuna, i Costituenti non hanno usato un linguaggio tecnico ma un linguaggio comprensibile a tutti (forse per questo la Costituzione è tanto odiata dai potenti di casa nostra che non vedono l'ora di riscriverla). Perciò posso azzardare qualche riflessione.
Ciò che dà fastidio di questo articolo è, evidentemente, l'idea che in questo paese il denaro non sia il valore supremo, il profitto non sia il fine ultimo, la ricchezza non sia la stella che guida il nostro cammino. L'impresa non può calpestare la salute, la dignità, la libertà, i diritti dei cittadini. Il fine ultimo dell'impresa è un fine sociale non un fine egoistico.
Utopia? Forse! Però se fosse solo utopia i loschi figuri che ci governano non avrebbero tanta fretta di cancellare questo articolo.
In nome dell'articolo 41 i lavoratori possono chiedere condizioni di lavoro dignitose, le comunità possono difendere il territorio dagli speculatori, gli immigrati possono chiedere condizioni economiche eque, i cittadini possono chiedere che le imprese tengano conto dei prezzi sociali della loro attività.
Questo articolo non è un soltanto sogno o un'utopia. È la promessa che i padri costituenti fecero a noi, loro figli e nipoti, di uno stato libero, equo, umano, solidale. Adesso gli artigli rapaci di un regime morente ne hanno fatto un obiettivo da abbattere.
Ecco un baluardo da difendere, un diritto di quelli conquistati col sangue dai partigiani, che varrà la pena di difendere, se necessario col nostro sangue, per non rubare questa promessa ai nostri figli!

1 commento:

  1. È solo l'ultimo dei tentativi in corso di riavvolgere il nastro della storia, per tornare a condizioni socio-economiche ottocentesche. La legge non è una salvaguardia delle libertà e dei diritti individuali, ma un ostacolo (da abbattere) alle speculazioni e all'accrescimento sterile della ricchezza.

    http://dietrolacollina.blogspot.com/

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