27 febbraio 2011

Quando?

Si parla sempre del corpo della donna. Che si tratti di una bambina che ha la sfortuna di suscitare le attenzioni malate di un "orco", che si tratti si una ragazza o una donna di passaggio, che si tratti di una donna che crede di aver a che fare con un amico e, invece, si trova di fronte uno stupratore, in ogni caso è sempre il corpo della donna a costituire il tema drammaticamente dominante di questi anni italiani.
Il corpo della donna è corpo offerto, disponibile, accessibile, utilizzabile. Questo è il martellante messaggio della pubblicità, della cultura, dello spettacolo. Abbiamo un premier che della sua smisurata possibilità di accesso al corpo femminile fa motivo di vanto e di affermazione di potere, abbiamo un universo femminile (e maschile) ruotante attorno al potere che veicola il messaggio che il corpo è uno strumento per ottenere uno scopo, economico e di carriera.
Come possiamo stupirci se coloro che non riescono a ottenere la stessa "facilità di accesso" al loro oggetto di desiderio malato cercano di ottenere questo "accesso" con ogni mezzo, inclusi lo stupro, la violenza, l'omicidio? Saremmo degli ipocriti a credere che si tratti solo di qualche caso isolato di individui malati. Non si possono sventolare natiche e altre frattaglie davanti agli occhi di una nazione inebetita, non si possono esibire bellezze adolescenziali, quasi infantili, in pose ammiccanti e ambigue per poi stupirsi di quello che succede. C'è qualcosa di profondamente malato in questa nostra cultura. Non accorgersene è solo ipocrisia.

1 commento:

  1. Ciao , per dare piu’ visibilita’ ai tanti blog, ho appena creato un gruppo bloggers italiani, puoi lasciare il tuo link qui:

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    Milena :-)
    scrivionline.blogspot.com

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