08 febbraio 2011

Sozza Italia

Con ossessiva compulsività, gli esponenti della destra berlusconiana imperversano dappertutto predicando, a quella maggioranza di italiani rimbecilliti dall'ignorazna e dalla propaganda,  che i divertimenti del premier sono affari privati tra l'utilizzatore finale e le fanciulle dedite al meretricio che "rallegrano" le notti dell'anziano satiro.
Può darsi che, qualora non vengano commessi reati, questa opinione possa valere per quelle tristi file di italiani più o meno giovani che cercano e acquistano sesso sulle turpi vie delle prostituzione. Tuttavia, per un "primo ministro" non può valere questa assolutoria menzogna. Soprattutto non può valere per un premier che, appena qualche anno fa, ha trascinato il paese in una guerra presentata all'opinione pubblica beota con l'immagine delle donne afghane, finalmente liberate dalle vessazioni talebane, che gettavano il burka alle ortiche per accogliere la lieta novella della occidentalizzazione. Che questa immagine fosse una idiozia buona per i lettori del "Foglio" o de "Il Giornale" si sapeva già da tempo. Tuttavia, non possiamo non notare come i talebani, che nell'immaginario occidentale costringevano le donne a indossare il burka (una semplificazione ignobile ma molto gradita agli "intellettuali di destra", scusando l'ossimoro), fossero i gemelli inversi del premier che "utilizza" a pagamento il corpo delle donne: entrambi protagonisti di una medesima, pur se speculare, reificazione del corpo femminile.  I talebani tagliatori di naso non sono peggiori del premier e della sua corte di vecchi zozzoni che "utilizzano" con lubrica lascivia le giovani donne che cadono, per ingenuità, avidità o calcolo, nella rete. Alla fine scopriamo che i mostri li stavamo allevando in casa. Avvertite La Russa: mandiamo l'esercito a bombardare Arcore!

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