12 agosto 2011

Per superare la crisi ci vendiamo l'anima!

Nel bel mezzo della tempesta di questi giorni rischia di passare in sordina un secondo commissariamento dell'Italia, dopo quello noto da parte della Banca Europea, si tratta della definitiva vaticanizzazione dell'Italia. Lo ha detto chiaramente Tremonti, nel momento in cui ha annunciato di voler abolire (di fatto) le feste "laiche" e di voler mantenere in vita le feste religiose, con la scusa che, essendo previste dal trattato Italia /vaticano, non possono essere abrogate. Si arriva così al paradosso che la Costituzione italiana salvaguarda, tramite il famigerato articolo 7, le feste della chiesa cattolica, storica alleata del fascismo, ma non salvaguarda la festa di coloro che quella Costituzione hanno resa possibile lottando contro il fascismo stesso.
Quello italiano si troverà così a essere l'unico popolo che festeggia e ricorda miti improbabili persi nelle nebbie del tempo (dall'epifania all'immacolata concezione, dalla nascita del teantropo a "tutti i santi") e non ha memoria alcuna degli eventi storici che lo hanno liberato dall'oppressione, della nascita della sua forma di stato, del fondamento (il lavoro) della sua convivenza civile. Gli americani rinuncerebbero alla festa del 4 luglio? I francesi rinuncerebbero al 14 luglio? I tedeschi abolirebbero la festa, seppur recente, del 3 ottobre? Certo che no, perché ciò che definisce e unisce un popolo è più importante della religione che, da sempre, i popoli li divide e li schiavizza. Solo l'Italia, colonia culturale e politica del vaticano, riesce ad approfittare anche della crisi per vendere l'anima al diavolo.

Nessun commento:

Posta un commento