23 aprile 2012

Perché è meglio non andare a votare...

A Raffadali il teatrino della politica ha trovato interpreti degni del miglior "grotesque". Vecchi arnesi della politica che fanno a gara per interpretare la voglia di novità che attanaglia i cittadini dopo decenni di amministrazioni del "ppi mmia chi cc'è?"; giovani già precocemente invecchiati che sconciano il paese con fotografie da cui traspare la loro famelica voglia di uno strapuntino da cui riuscire a strappare qualche brano di cosa pubblica da divorare; gente improbabile a caccia di qualche voto, a costo di rivoltare ogni angolo nascosto, alla faccia della decenza. Ci sarebbe davvero da divertirsi se questa gente, invece di candidarsi ad amministrare il nostro paese, si proponesse per proseguire le gare di "burlesque" tanto care a colui che li ispira tutti, destri e sinistri. I miei, pochi, amici di sinistra non hanno avuto finora il coraggio di chiedermi un voto, sanno che rinfaccerei loro l'alleanza con i postfascisti e, peggio, con gli eternodemocristiani. I miei, ancor meno, amici di destra si guardano bene dal chiedermi il voto, se vogliono restare amici. D'altra parte, in queste settimane più del solito, mi tengo alla larga dalla "piazza", non si sa mai... Ho una sola certezza: chiunque dovesse vincere riuscirebbe nel progetto di precipitarci ancor di più nella merda, per questo con coscienza serena posso continuare a praticare l'arte virtuosa del non voto.

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