22 luglio 2012

Raffadali MMXII


Carissimo Gaetano, da anni non ho (più) alcuna religione a cui appartenere, tanto meno appartengo al giacominismo (come non appartenni al cuffarianesimo). Il mio totale scetticismo anarchico sulla "democrazia" mi impone l'imperativo etico della non partecipazione al voto, senza togliermi il diritto (e il gusto) di osservare e cercare di capire. Del tuo intervento condivido pienamente l'idea di fondo che è assurdo pretendere di voler giudicare un'esperienza amministrativa dopo pochi mesi, sia in positivo sia in negativo (aspetterei almeno 12 mesi, prima) e che qualsiasi giudizio emesso adesso è più frutto di viscerale irrazionalità o tifo che di analisi politica. Certo l'amministrazione si sta muovendo a tentoni, deve liberarsi da qualche imbarazzante "padrinaggio", deve ancora capire la pancia di questo paese che, ahimè, non è più quello di Totò e Vittoria né quello di Nino Cuffaro né, nel nostro infimo, quello della mia e tua giovinezza. Qualche mossa l'amministrazione di Giacomo Di Benedetto la deve ancora ben ponderare: è vero che si vogliono distruggere due campetti sportivi (calcio e tennis) costruiti da pochi anni per costruire una nuova struttura? Non sarebbe meglio costruirne una aggiuntiva altrove? Che programmazione c'è dietro la riapertura del Villaggio? È solo una "operazione nostalgia" o c'è dietro una pianificazione economica e culturale? Io sono d’accordo con te: il Villaggio è una delle poche occasioni che il passato ci ha lasciato per tentare un rilancio di questa comunità, tuttavia proprio perché è una rara occasione, va governato con oculatezza, va tenuto lontano da una improvvisazione che lo potrebbe ulteriormente danneggiare, va considerato un “bene pubblico” e le mani rapaci di privati pronti a prenderlo in gestione vanno tenute alla larga in modo netto e chiaro. Io mi auguro che questo tentativo di rilancio, credo legato più a mozioni affettive che a razionali analisi politico-economiche, vada a buon fine, tuttavia penso che un’amministrazione che si pone sotto lo slogan della rinascita del paese abbia il dovere di cominciare a pensare con uno sguardo prospettico che vada al di là delle prossime elezioni regionali e che sia capace di abbracciare il futuro. Giacomo deve avere lo stesso sguardo prospettico di quando a Raffadali venivano costruiti il Villaggio, la Biblioteca comunale, il Palazzetto dello Sport, uno sguardo che superi il prossimo ottobre e che guardi alle prossime generazioni.
E qui vengo a un altro problema molto grave che tu sollevi: piazza Progresso. Mai nome fu più ironicamente inadatto. Ogni sera turbe di ragazzi e ragazzini ubriachi vengono masticati e sputati fuori; risse e pestaggi sono pane quotidiano; si vive nella più totale illegalità: alcoolici venduti ai minorenni, rumori assordanti (certo non musica) fino a tardissima ora, circolazione di sostanze stupefacenti nei giardinetti, insomma un caos sociale e culturale che la passata amministrazione s’è guardata bene dal governare. Tuttavia, mi spiace dirlo, questo non è un accidente di natura: questa è Raffadali, questa è la Raffadali che abbiamo costruito e voluto. Questi giovani alla ricerca dello sballo sono i figli dei nostri “valori”. Se insegniamo che conta solo il divertimento, che non serve studiare tanto poi c’è la raccomandazione che aggiusta tutto, che l’importante è esibire l’automobile, il “look” e il telefonino alla moda, non dobbiamo stupirci se poi vengono fuori certi comportamenti. Io piuttosto mi stupirei dei tanti giovani raffadalesi che non si inchinano proni e mansueti a quest’etica del vuoto e dello sballo, dell’abito di marca e delle scarpe col tacco (per poi camminare come tanti robot). Questa amministrazione ha il dovere morale, prima ancora che politico di porre un rimedio a questo scempio. Ma non credo che l’apertura serotina del Villaggio sarà un rimedio: il sindaco abbia il coraggio di far rispettare le leggi che regolamentano i rumori notturni, la vendita di alcoolici, l’occupazione di suolo pubblico. Il sindaco abbia l’intraprendenza politica di proporre alternative educative ai nostri ragazzi, di trasmettere il senso del rispetto di sé e degli altri.
Io non mi aspetto soluzioni messianiche e, come dicevo, ho scarsa fiducia nella capacità dei nostri “politici” di guardare al di là del proprio interesse immediato, tuttavia questa amministrazione ha un obiettivo facilissimo da realizzare: fare meglio delle amministrazioni che l’hanno preceduta negli ultimi venti anni: un compito facile facile, fare peggio sarebbe impossibile.

3 commenti:

  1. Condivido in pieno tutto. sei un grande , alessandro!miriam

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  2. Grazie Miriam, il tuo apprezzamento mi onora!

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  3. alessandro la penso esattamente come te.Mi piacerebbe anche se mi autorizzi a condividerla anche su fb.

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