23 ottobre 2012

L'Italia crede ancora nella magia

La sentenza che condanna gli scienziati, disegna, meglio di migliaia di parole, il quadro della cultura scientifica in Italia. Ovvio che da tutto il mondo ci guardino con un misto di ironia e preoccupazione: ironia per un paese che condanna chi non ha saputo prevedere la possibilità "concreta" di un terremoto, preoccupazione per questa scheggia impazzita di cultura medioevale nel cuore dell'Europa postmoderna.
Inutile ripetere le argomentazioni di chi sostiene che i terremoti non si possono prevedere se non con decenni di approssimazione. Inutile perché la cultura diffusa in questo paese (e quindi comune anche ai giudici) considera la scienza sullo stesso piano della magia o della religione. In fondo questo è il paese in cui nelle commissioni di bioetica siedono i teologi; è il paese che permette ai medici di "obiettare" al lavoro per cui vengono pagati coi soldi di tutti, anche di chi vorrebbe usufruire di quel lavoro; è il paese che chiama in televisione gli astrologi, i medium, i ciarlatani di ogni denominazione a discettare di tutto fornendo loro la corona di "esperto".
Non stupisce, dunque, che un giudice possa pensare che lo scienziato (che misura ogni giorno scosse di lieve entità, su tutto un territorio che è sismico dalle Alpi alla Sicilia) abbia il dovere, ogni giorno, di lanciare allarmi, far sgomberare città e intere regioni. Lo scienziato, in fondo, non è come l'astrologo, il mago o il prete?

1 commento:

  1. Ciao, mi permetto di proporre un intero articolo, illuminante, sull'argomento:

    http://triskel182.wordpress.com/2012/10/24/rischi-per-fiaschi-marco-travaglio/

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