02 luglio 2014

Riformatori

Nel vuoto pneumatico dei cervelli di coloro che dovrebbero guidare la scuola italiana, ogni tanto dovrebbe passare un neurone almeno per caso, così, per pura serendipità. Invece no. Pare che lavorare in Viale Trastevere e pensare siano due cose che si escludono a vicenda.
L'ultima trovata è la quarantesima proposta di riforma della scuola. Pare proprio che ogni ministro arrivi alla poltrona tanto convinto di conoscere la scuola (per averla - infruttuosamente - frequentata) da non resistere alla tentazione di sbandierare al mondo la propria "intelligenza" riformatrice.
Alcune proposte trapelano dal brain trust del ministero.
1) Orario a 36 ore. Per chi? Per tutti i docenti o solo per alcuni scelti da quelle intelligenze cristalline anzi, adamantine, dei presidi? È pura follia pensare di mandare un docente per 36 ore in classe (provateci, cari geni del ministero, a stare in classe per solo 18 ore e poi ne parliamo). Le ore in più dovrebbero essere dedicate ad altre attività (aggiornamento, studio, correzione di compiti, preparazione di lezioni, predisposizione di test e griglie di valutazione, valutazione degli apprendimenti, programmazione... tutte cose che facciamo già gratis e a casa nostra). In quali ambienti? Con quali strumenti? Con quali dotazioni tecniche e tecnologiche? Volete ricostruire da zero tutti gli edifici scolastici? Accomodatevi! Volete raddoppiarci lo stipendio? Tranquilli, è una battuta!
2) A proposito di presidi, anzi Dirigenti, altrimenti si offendono. Conoscete il livello di ferina incompetenza, di selvaggia ignoranza, di becero e pusillanime autoritarismo della quasi totalità dei presidi? Credete davvero che questa categoria di vanagloriosi tecnici del nulla possa riuscire a compiere scelte ponderate e obiettive? Credete che chi, finora, si è circondato di branchi ululanti di leccaculo possa improvvisamente trasformarsi in un oculato conoscitore/valorizzatore delle risorse migliori della scuola? Auguri!
3) Scuole aperte fino alle 22:00. Perché? Chi dovrebbe curare queste attività? Gli stessi docenti che hanno cominciato a lavorare alle sette del mattino dovrebbero tirare fino alle ventidue? I bidelli dovrebbero fare orario continuato, visto che gli organici coprono a malapena l'apertura mattutina? Forse il ministro vuole riportare in auge la schiavitù?
4) Sapete cos'è un "pendolare"? È un alunno che frequenta una scuola lontana dalla propria abitazione, spesso a più di un'ora coi mezzi pubblici. Gli alunni pendolari sarebbero tagliati fuori da queste meravigliose attività pomeridiane e serali. Per forza di cose. Ma un rimedio c'è, si potrebbero mandare i docenti in trasferta (a piedi o a dorso di mulo) a tenere spettacoli circensi sulle pubbliche piazze dei paesi per non far mancare il proprio prezioso supporto didattico.
5) Ore di supplenza in più, a stipendio invariato. Vedi il discorso sulla schiavitù! Ma siete sicuri che, se manca un professore di filosofia, proprio in quelle ore si trovi un altro professore di filosofia a spasso? Oppure volete mandare il professore di greco a supplire la collega di matematica?
6) Orari prolungati. Ci offrirete il pranzo? aprirete mense in tutte le scuole d'Italia? Ci pagherete quanto vengono pagati i docenti tedeschi (63.000 euro contro i nostri 38.000 al massimo della carriera) che lavorano quanto noi adesso? Darete a ciascun docente una scrivania, un computer, una connessione a internet per poter lavorare? Comprerete i libri indispensabili per il nostro aggiornamento?
7) Un anno in meno di scuola. Per risparmiare un miliardo e mezzo. Con due anni in meno si risparmierebbero tre miliardi. Con quattro anni in meno sei miliardi. Con tredici anni in meno di scuola... ho perso il conto, ma i soldi, per pagare qualche bagascia in più per i nostri politici, potrebbero venir fuori. Tanto, voi i vostri figli li mandate dai preti che, magari, li inchiappettano, ma almeno la scuola dei preti è seria!
In conclusione spero che, prima o poi, qualcuno mandi i ministri, i viceministri e i tecnici del MIUR ad allevare capre; e che gli dei abbiano pietà delle capre.

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